GESU’ ABBRACCIA IL BAMBINO

Che cosa avrà sentito e pensato il bambino abbracciato da Gesù? (Mc.9,36)

 

Si è sentito amato, preso in considerazione, messo al centro dell’attenzione, preferito nei confronti dei discepoli. Avrà guardato Gesù, avrà ricambiato l’abbraccio.

Senza ambizione, il bambino si sente protetto e si abbandona fiducioso.

 

Il rapporto con Dio è così!

 

Che cosa si cerca nella vita se non il rapporto vero con se stessi e con Dio?

C’è bisogno di sentirsi migliori degli altri? C’è bisogno di sentirsi perfetti, giusti? C’è bisogno di togliere di mezzo chi ci dice la verità, chi ci manifesta le colpe e le trasgressioni?

 

Il bambino può essere geloso, può voler tutto per sé, attira l’attenzione su di sé, quando gli manifesti l’errore diventa rosso e abbassa gli occhi, oppure si spazientisce;

ma se lo poni in mezzo, giochi con lui o lo abbracci, gli passa tutto.

 

L’uomo adulto è abituato all’arrivismo, a passare davanti agli altri, a sentirsi qualcuno – anzi, a sentirsi migliore di tutti; non sopporta la mitezza e la pazienza di chi si oppone all’empietà.

 

Gesù invece continua ad abbracciare il bambino e si fa anche Lui bambino nei confronti del Padre.