Il mio passaggio

Dopo sette anni di servizio al Santuario Madonna delle grazie a Piove di Sacco, in amicizia e stretta unità di collaborazione con il Parroco- rettore e dopo un altro anno con il suo successore, ho capito, data la nuova situazione, che era opportuno un cambio.

Nel ventaglio delle possibilità c’era un posto a Teolo sui Colli Euganei come ospite in Casa Chantal delle Salesie  le quali avevano bisogno di un sacerdote che celebrasse una S. Messa quotidiana per ognuna delle due case per Suore anziane inferme.

Mi lusingava! Ho presentato la mia disponibilità. La risposta non è stata immediata: il Superiore della Curia tergiversava perché doveva rispondere alle esigenze delle Ospitanti che chiedevano di accogliere una persona di loro gradimento: praticamente e a buona ragione mi si chiedeva un periodo di prova , mentre io avevo già predisposto tutto per il trasloco e premevo per le difficoltà in cui mi trovavo. Avuto il consenso della Curia sono partito.

Un cambiamento notevole nel ritmo della giornata e nei rapporti con le persone: il tempo che dedicavo come penitenziere si è ridotto o quasi annullato, il contatto con gli ammalati nelle loro famiglie non c’è più, il campanello all’ingresso tace, nessuno viene a chiedere qualche servizio o colloquio, non c’è più la redazione della rivista, non ci sono fatture da pagare , non ci sono gruppi da seguire …

Ci sono solo Religiose anziane e ammalate  a cui offrire un sorriso, qualche battuta di buon umore,  e la S. Messa con la presenza di Gesù. Cerco di mettermi in sintonia con il loro stato d’animo, di usare comprensione e pazienza per le loro sofferenze, di interessarmi delle loro esperienze, di apprezzare quello che riescono ancora a fare in chiesa con la preghiera e l’adorazione, in cucina, col ricamo, con i ferri a maglia, con la cura del giardino e con l’abbellimento dell’altare. Alcune vivono la loro fede nell’intimità manifestando nell’aspetto umiltà e raccoglimento; altre portano i segni della fatica e della sofferenza; tutte nella serenità e nell’abbandono in Dio vedono passare davanti ai loro occhi i ricordi dei rapporti, coltivati con amore, con le persone incontrate o con i bambini nel servizio parrocchiale o missionario.

Accomunate dalla tarda età e dall’abito bianco, non lasciano apparire, neanche a parole, ciò che le ha distinte nel tempo in cui erano attive, se hanno coperto qualche posto di responsabilità all’interno della congregazione come Superiora o Maestra o in missione, se hanno conseguito qualche titolo di studio … Io cerco di distoglierle dall’anonimato quando le vedo assieme in silenzio sedute in cerchio: chiedo il loro nome non sempre facile da memorizzare, ci scherzo su bonariamente e così si apre il dialogo …

Io sono contento: l’abitazione che mi hanno assegnato in comodato d’uso è bella, originale, è tipo monolocale dal quale si accede alla cucina da una parte e alla stanzetta con bagno dall’altra; la parete frontale  a mattina è tutta a vetri e lascia vedere il giardino e il panorama sui colli e sulla pianura; sul lato di fondo del piano-terra una bella scala in legno verniciato sale sul soppalco per entrare nella stanza e nel bagno. Tutta la parte posteriore della casa ha il soffitto a travi scoperti, stile montagna. Le Suore mi procurano il vitto e provvedono alla biancheria, ho accettato lo stesso medico delle due comunità, ed eventualmente chiedo qualche consiglio alla Suora infermiera.

Ciò che mi fa doppiamente contento è che sono ai piedi del Monte della Madonna: dalla Chiesetta di Cittadella, dove sono nato e dove ho fatto il chierichetto , intitolata a Maria del Monte Carmelo, a Maria del Monte della Madonna a Teolo; un bel viaggio iniziato con Maria con tappa al Santuario della Madonna delle Grazie a Piove di Sacco, ed ora nuovamente con Maria sul Monte che porta il suo nome.