Omelia 16.ma t.o. A del 23.7.2017

Quando mi trovo di fronte a qualche contrarietà, in primo momento cerco con le mie forze di oppormi. Qualche volta vorrei invocare un intervento forte di Dio che risolva al posto mio; alle volte mi faccio un’autocritica e cerco di convincermi che sono io a sbagliare, e che, in fondo, anche dentro di me ci sono cose disordinate e che dentro di me c’è il bene assieme al  male.

La verità è quella che ci dice oggi il Vangelo: sempre e ovunque il diavolo cercherà di seminare l’erbaccia su ogni nostro atto di amore. Il bene ha sempre qualche componente di male, fosse anche qualche intenzione egoistica.

Come liberarci? Come Dio interviene? Lascia lo spazio al male, rispetta la libertà, non interviene ma non resta indifferente: usa pazienza. Il momento del giudizio lo stabilisce Dio “quando vuoi tu eserciti il potere (Sap.12,18)

“La tua forza è il principio della  giustizia (Sap.12,13) e il fatto che Tu sei padrone di tutti ti rende indulgente con tutti”.

“… Tu giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza…”

Due conclusioni

  • Non consideriamoci troppo facilmente tra il grano buono seminato dal Signore; anche nel nostro campo può crescere la gramigna
  • Imitiamo il modo di agire di Dio (I.ma lettura):” con tale modo (paziente) di agire, hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini.