Omelia anno B – 22 t.o. 02.09.2018

 

Il popolo d’Israele entra in possesso della terra che il Signore Dio sta per dare loro. Per vivere sulla terra di Dio dovranno ascoltare e mettere in pratica le leggi di Dio; è Dio che abita e vive in quella terra, come nel Paradiso terrestre: gli esseri viventi posti a possedere quella terra sentono la vicinanza di Dio, vivono con Dio, anzi Dio vive in loro, e Dio dà loro delle regole, fa sentire la sua Parola.

Proviamo chiederci:  ha senso disgiungere queste regole e le prescrizioni , dall’attenzione e l’amore a Dio? Ha senso trascurare il cuore di Dio e servirsi dei precetti osservati con meticolosità puntigliosa, anzi aggiungendo particolari superflui per soddisfare  il nostro orgoglio?

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me”

Può essere una riflessione lontana dalla nostra mentalità, dal nostro quotidiano: ma proviamo pensare a quanta attenzione facciamo a tutto ciò che appare, all’esteriorità: non è una illusione per evadere ciò che è essenziale? Il nostro incontro con gli altri tante volte è una vetrina, è uno specchio che ci aiuta ad essere belli ai nostri occhi, trascurando il vero rapporto fatto di attenzione, di amore, di fiducia.

Onoriamo Dio con la vita, non con la faccia!