Omelia anno B – 23 t.o. 09.09.2018

La guarigione del sordomuto è un ‘ segno ’ per noi. Tutti i prodigi compiuti da Gesù sono un segno che va oltre l’atto di compassione e di carità per un emarginato: indicano che  sta iniziando una realtà in cui Dio è tutto.

Vediamo in particolare di che cosa è segno il miracolo del sordomuto, restando che anch’esso indica l’avvento del Regno di Dio.

Sordo è colui che non ode, è insensibile ai rumori, alle voci; percepisce con la vista, ma la realtà dei suoni è inesistente, non coglie ciò che il mondo e le persone che avvicina  gli comunicano, si incontra con gli sguardi ma non c’è la trasmissione.

Il Muto non dice niente, ma non perché non ha niente da dire, ma solo perché non ha l’uso delle corde vocali e deve cercare altri modi di esternare il suo mondo che altrimenti resterebbe bloccato. Conosco un giovane che  può comunicare solo con il movimento della testa coperta da un casco con bastoncino con il quale  riesce a comporre dalla tastiera  le parole del suo pensiero; o l’altro che fissa con lo sguardo una tavoletta alfabetica trasparente dalla quale si può comporre lettera per lettera la parola che ha in mente.

Essere sordomuti vuol dire non comunicare col mondo esterno, vuol dire essere isolati. Il vero sordomuto non è colui che non sente e non parla, ma colui che non comunica. Il vero dramma del mondo è l’incomunicabilità, il non voler ascoltare l’altro, le ragioni dell’altro. Drammatica è la situazione quando ci si chiude dietro un muro di silenzio di fronte al quale si ferma la  verità che possediamo, e oltre il quale tutto è sbagliato.

La guarigione del sordomuto da parte di Gesù è un segno del Regno di Dio, è un segno che le cose stanno cambiando. Ma davvero? O siamo sordomuti anche noi, incapaci di ascoltare la sua Parola e di annunciarla con schiettezza?

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