Omelia anno B 4° avvento 24.12.2017

“Vieni Signore Gesù!” è il grido, l’invito che continuiamo a rivolgere a Dio in queste settimane di avvento. Questo invito presume che tutto sia pronto per accoglierlo, in modo particolare una casa dove possa abitare e stare con noi.
Facciamo un passo indietro riportandoci ai tempi di Davide: questo re abita in un palazzo sontuoso; l’Arca dell’Alleanza, segno della presenza di Dio, sta invece in una tenda-abitazione provvisoria e instabile. Davide ha in progetto di costruire un tempio grandioso nella capitale Gerusalemme appena costituita, così da avere come cittadino del proprio regno anche Dio.
Così pensiamo anche noi mentre invitiamo Dio: ‘Vieni, la casa che ti abbiamo preparato è pronta’.
Dio è grande, è il Creatore –pensava Davide -, facciamo un tempio degno di Lui.
Ma Dio ha prospettive diverse, rivendica l’iniziativa di costruire una casa non per sé, per il suo popolo: Dio costruisce per noi una casa: Egli viene sì, ma per condurci ad abitare una casa dove abiteremo insieme con Lui. Siamo noi che abbiamo bisogno di una casa dove raccoglierci intimamente con Dio.
Ecco allora il punto: la casa che Dio costruisce è la discendenza dalla quale nascerà Gesù. Per noi la casa che Dio ha costruito è il popolo di Dio, è la Chiesa che discende da Gesù. Dio e l’uomo abitano questa stessa casa. Ci sarà l’Alleanza a regolare questa convivenza, così come ha fatto Maria :’ Si compia in me la tua Parola ‘. E il grembo di Maria si è fatto abitazione di Dio.