Omelia anno B tutti i Santi t.o. 01.11.2018

Domenica scorsa il vangelo parlava del cieco di Gerico. Ci siamo riconosciuti tutti in quel cieco perché vediamo buio quando puntiamo lo sguardo oltre la morte. Che cosa saremo? Cerchiamo un riferimento tra  quello che abbiamo esperimentato nella nostra vita, cerchiamo un paragone, di solito diciamo ‘saremo come la luce ’ ,(splenda ad essi la luce perpetua – diciamo nella preghiera )- qualcosa di nuovo non lo immaginiamo neppure. Che cosa vediamo?  Buio !

  1. Giovanni usa un’espressione che non rischiara, e richiede un’altra domanda: “Saremo simili a Dio”. Ma in che cosa consisterà questa somiglianza?

Come superare questo buio? Se non è possibile trovare una risposta con i nostri parametri, dobbiamo trovarla cambiando categorie. Saremo quello che Dio ha stabilito, fidandoci di Lui. Supereremo la nostra cecità solo con la fede.

Fidarsi di Dio però non è automatico, non è spontaneo, naturale: occorre gradualità e impegno; per questo ci ha annunciato il Vangelo e ci invita alla conversione.

Ecco  la pagina delle BEATITUDINI: viverle ci risolve il problema del buio e comprenderemo in che cosa consiste questa somiglianza.

Facciamo intanto esperienza della misericordia di Dio, come abbiamo chiesto nella preghiera di colletta. I Santi hanno superato il buio esperimentando la misericordia di Dio, percorrendo con gradualità e impegno la strada del Vangelo e delle Beatitudini e fidandosi di Dio.