Omelia anno C – 7 dom. t.o.- 24.02.2019

Gesù durante i 30 anni della sua vita si trova immerso in una società regolata da leggi di potere, da ingiustizie, dove ci sono i ricchi potenti e i poveri emarginati, dove ci si difende dai torti con la vendetta, con la ribellione, dove l’odio cova la violenza … Forse in duemila anni è migliorato qualcosa?

Il Figlio di Dio ha in mente una umanità nuova, che rispecchi  la sua realtà con il Padre nello Spirito : in fondo il Regno di Dio che Egli è venuto a portare è questione di amore e di rispetto l’un per l’altro. Nel suo Regno Dio è così, ma noi non siamo in questa realtà nuova, né  in Paradiso ! E allora il Signore ha ‘ inventato’ la misericordia: il suo cuore è così grande, così caldo da sciogliere tutte le miserie e i torti che gli uomini commettono, fino a ricucire ogni spaccatura.

Può il nostro cuore arrivare a tanto? Come possiamo essere al di sopra dei torti, delle offese, dei soprusi?  Lo possiamo se siamo convinti che anche noi  siamo inclini a sbagliare come coloro che sbagliano con noi.  Se pensiamo alla vendetta, è perché ci riteniamo  migliori, degni di rispetto. Invece siamo tutti uguali, tutti inclini al male.

Possiamo essere al di sopra delle offese anche perché abbiamo conosciuto il cuore grande di Dio che ci ha accolti nonostante il nostro peccato; siamo stati perdonati, per questo rimettiamo i debiti ai nostri debitori, per questo amiamo i nemici.

Non togliamo la parola a chi ci fa torto! E se abbiamo fatto un torto non affondiamoci nel silenzio e nella dimenticanza. E’ come far crollare un ponte.  Con la parola possiamo sempre comprenderci, scusarci, perdonarci. Gli sbagli degli altri non dipendono sempre dalla cattiveria: diamo la possibilità a chi ci offende di spiegarsi, facciamo capire che non è nostra intenzione vendicarci.

Cerchiamo di prevenire i torti, facendo agli altri ciò che vogliamo sia fatto a noi.

Perdonare è il vertice dell’amore: Dio non sarebbe Dio se non perdonasse perché Dio è Amore.