Omelia anno C – Giovedì Santo – 18.04.2019

 

Gesù è sacerdote e ha fatto di noi un popolo sacerdotale.

Gesù è sacerdote perché offre doni a Dio anzi offre la sua vita in dono a Dio; il dono si fa ad ogni persona che si ama. Gesù ama Dio suo Padre e gli offre in dono tutto quello che ha.

Ora Gesù vuole che tutti facciamo come ha fatto lui, cioè che amiamo Dio e gli offriamo in dono la nostra vita con gioia, senza paura. Per questo siamo un popolo sacerdotale, non siamo solo figli di Dio, non siamo solo discepoli di Gesù, ma siamo anche sacerdoti.

E allora oggi in tutte le Messe non riceviamo solo il Corpo di Gesù; gli Apostoli nell’ultima cena hanno sì mangiato il Corpo di Gesù, ma sono anche diventati capaci di fare in sua memoria spezzando il pane e  donando la loro vita e tutto il loro amore a Dio.

Gesù offre la sua vita come sacerdote per unire tutti i figli di Dio, per fare di essi una sola famiglia unita nell’amore. Gesù offre la sua vita come sacrificio per salvare l’umanità dal male. Anche noi vogliamo essere sacerdoti come Gesù per unire, per salvare.

Chi è allora il sacerdote, il parroco in mezzo al suo popolo? E’ tutto questo che abbiamo detto di Gesù stasera: Gesù lo ha incaricato a celebrare la Messa, a perdonare i peccati, a tenere unito il popolo cristiano intorno alla parola di Dio, a distribuire la grazia di Dio attraverso i sacramenti.

Ringraziamo Dio per il dono del sacerdozio, dell’Eucaristia, del comandamento nuovo, della Chiesa nella quale viviamo il sacerdozio di Cristo.