Omelia anno C III° AVVENTO – 16.12.2018

“Gioisci, rallegrati, Gerusalemme” dice il profeta. “Non angustiatevi, rallegratevi” dice S. Paolo ai Cristiani di Filippi.”Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore …”: “ Rallegratevi nel Signore sempre, rallegratevi”.  Il Vangelo invece non riporta espressioni di gioia, inviti alla gioia: vedremo perché.

Chi rifiuta questo invito? Chi non desidera essere felice? Finalmente non si parla di conversione, di penitenza, di sacrificio, di croce. Si parla di gioia, di quale gioia? non la pazza gioia, non  una gioia sfrenata, ma di quella che ha a che fare con la serenità, con i buoni rapporti, con il buon criterio e l’armonia e che in fondo è la gioia del vangelo di Gesù.

Qual è allora il motivo che ci fa essere felici? Da dove viene la gioia? Cerchiamo nella Parola di Dio: “ Re d’Israele è il Signore in mezzo a te”; “ … grande in mezzo a voi è il Santo d’Israele” ; “ il Signore è vicino …”; “ il popolo era in attesa  …  e il Battista annuncia -Viene uno che è più forte di me-”.

Siamo invitati ad essere felici perché il Signore è vicino: il Signore è in mezzo a noi. Il Vangelo anche se non ci invita alla gioia, ce ne dà il motivo:

VIENO UNO  !

Questo invito alla gioia diventa anche l’occasione per verificare se le gioie che proviamo hanno un motivo valido: è lecito essere felici per una promozione, per un successo, per la buona salute, per un periodo di distensione; non sempre abbiamo la gioia perché il Signore è vicino a noi

2 domanda: come arrivare alla gioia? Il Vangelo: Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha. E’ nel donare che si prova gioia.

3 domanda: Oggi la felicità sembra a portata di mano: è inutile questo invito del Signore a rallegrarci?  Il Signore è qualcosa in più di cui non sentiamo il bisogno?