INCONTRI CON LA PAROLA
No. 295 - Ti amo in mille lingue del mondo (Efesini 5, 1-2)
Io ho un grande rimpianto nella mia vita, e spero il Signore mi dia la grazia di riparare in Paradiso. Non ho mai saputo dire a mio papà: "Ti voglio bene". Non perché non gliene volessi, anzi! Ma sia l'educazione ricevuta sia un certo riserbo naturale nell'esprimere i sentimenti ha fatto in modo che non fossi mai capace di dire quelle tre importantissime parole a mio papà. Così, quando l'ho visto nella bara, ho avuto e ho ancora il rimpianto di non avergli mai detto in vita: "Ti voglio bene". Se c'è qualcuno che ami e non glielo hai mai detto dal profondo del tuo cuore, diglielo adesso. Sempre, sempre, sempre diglielo adesso. Ogni volta che vedo i miei bambini e le mie bambine - ossia tutti i giorni - non manco mai di abbracciarli e di dire loro: "Ti voglio bene". Per la maggior parte di loro io sono stata la prima persona della loro vita ad averglielo detto.
Se ci penso... ho vissuto tanti anni con mio papà senza mai dirgli "Ti voglio bene". E i miei bambini e le mie bambine conoscono bene il potere sanante dell'essere amati e del sentirselo anche dire.
Siamo circondati da persone che non sanno di essere amate... o alle quali non è stato detto chiaramente. Viviamo in un mondo pieno di persone sole e incentrate su sé stesse - quindi puoi facilmente dedurre che molte delle persone che conosci sono affamate dal bisogno di sentirsi amate. E parecchi degli errori che fanno sono dovuti al fatto che cercano amore nei posti sbagliati. Riesci o no a vedere quel bisogno al di là delle loro azioni?
Quello che Dio ci dice in Efesini 5,1-2 è un concentrato di come dobbiamo agire in un mondo affamato di amore: «Siate dunque imitatori di Dio, perché siete figli da lui amati; e camminate nell'amore come anche Cristo vi ha amati e ha dato sé stesso per noi in offerta e sacrificio a Dio quale profumo di odore soave» (*). Ossia vivi una vita piena di amore. E di che amore si tratti è esemplificato con l'amore che ha Gesù per noi - amore che è disposto a dare se stesso «in offerta e sacrificio». In altre parole: smettila di pensare a te stesso e ai tuoi problemi e metti gli altri al primo posto - anche se ti costa.
Mi domando che tipo di risposta tu sia al bisogno di amore che ha chi ti è vicino. Non è sufficiente che tu li ami - glielo devi anche dire esplicitamente sia con le parole sia con le azioni. Un mucchio di bambini non si sentono amati dai genitori, non perché questi non li amino - ma perché i genitori non esprimono il loro amore in un linguaggio tale che il figlio lo possa sentire.
Sono sicuro che i miei bambini fra vent'anni non ricorderanno nemmeno una parola delle mie prediche durante la Messa. Ma sono certo che anche fra cinquant'anni ricorderanno che ogni giorno li ho abbracciati e ho detto loro: "Ti voglio bene!" La gente ha bisogno che diciamo loro: "Ti amo". Ha bisogno di qualcuno che li faccia sentire importanti ascoltandoli pazientemente. E dici "Ti amo" quando passi a trovarli a casa loro... all'ospedale... quando ti ricordi delle loro date importanti.
Stai dicendo "Ti amo" quando lasci di fare quello che stai facendo per ascoltare quella persona. Dici "Ti amo" quando dedichi il tuo tempo e la tua attenzione a persone che reputi noiose, frustranti, ripetitive, poco amabili.
Per alcuni di noi non è naturale esprimere a parole o a gesti il nostro amore. Siamo stati educati in famiglie dove c'era riservatezza a tale riguardo - dove eravamo a abituati a controllare le nostre più intense emozioni. Ma tale "stitichezza" nell'esprimere i sentimenti alla lunga ti paralizza e non permette a chi ti sta intorno di conoscere che li ami e che ti stanno a cuore. Il nostro Dio è un Dio che libera, anche dai condizionamenti emotivi: "Gesù, ti prego, fa che io possa riversare il Tuo amore sugli altri".
E' importante che ti guardi intorno - soprattutto le persone della tua vita - e ti chieda: "_____ (Nome) si sente amato/a da me?". Siamo chiamati da Dio, che è amore, a vivere una vita di amore. Perché non possiamo aspettare che uno vada nella bara per dirgli finalmente: "Ti amo!"
Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto
don Luciano
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