INCONTRI CON LA PAROLA
No. 305 - Bombardamento preliminare
(Giosuè 22)
Ho letto che alcuni anni fa gli Stati Uniti e l'URSS erano sull'orlo della guerra nucleare. Sembra la trama di un film. Si era nel tempo della guerra fredda, negli anni Settanta del secolo scorso. Gli Stati Uniti erano stati attaccati dalla Russia! I tracciati radar mostravano che si stavano avvicinando missili nucleari sovietici. I piloti americani erano già dentro i loro bombardieri B-52 carichi di testate nucleari, volando verso l'URSS. Poi non ci fu nessuna guerra, ma i bombardieri erano là, pronti a sconfinare nello spazio aereo sovietico. Tutto il problema era stato causato da un chip di un computer che aveva causato un errore nella trasmissione dei dati. Piuttosto inquietante, no? Ci potrebbe essere stata una tragedia - un devastante lancio di bombe - causato da un errore di informazione.
Grazie a Dio si evitò uno scambio di bombe atomiche. Ma la mia attenzione va non tanto ai rapporti tra nazioni quanto ai rapporti tra le persone, alle bombe verbali che spesso lanciamo addosso alle persone e alla loro reputazione. Quelle bombe le hai usate fin troppo. E spesso bombardiamo gli altri senza avere il quadro completo delle informazioni. Se lo abbiamo fatto, dobbiamo aspettarci la rappresaglia - le bombe che abbiamo lanciato ci torneranno indietro, con gli interessi.
La stessa cosa è accaduta agli israeliti, l'antico popolo di Dio, e sta scritta in Giosuè al capitolo 22, che vi consiglio di leggere per intero. Gli ebrei avevano appena iniziato a insediarsi nella Terra Promessa, e la maggior parte delle 12 tribù di Israele avevano occupato il lato a ovest del fiume Giordano. Ma a due tribù e mezzo (Giosuè 22,7) era stato assegnato il territorio nel lato est del Giordano. Ben presto le tribù dell'est si costruirono un luogo di culto - un altare - nel loro territorio. Però il luogo di culto ufficiale degli ebrei era sul lato ovest. Tutte le tribù dell'ovest pensavano che un luogo di culto alternativo a est fosse un atto di ribellione contro Dio. I B-52 erano in volo.
Leggiamo a partire dal versetto 11: «Gli Israeliti udirono che si diceva: "Ecco i figli di Ruben, i figli di Gad e metà della tribù di Manàsse hanno costruito un altare di fronte al paese di Canaan ... Quando gli Israeliti seppero questo, tutta la loro comunità si riunì a Silo per muover loro guerra». Al versetto 16 una delegazione delle tribù a ovest del Giordano chiede a quelli dell'est: «Dice tutta la comunità del Signore: Che è questa infedeltà, che avete commessa contro il Dio d'Israele, desistendo oggi dal seguire il Signore, costruendovi un altare per ribellarvi oggi al Signore?»
Gli abitanti dell'est risposero che non era una secessione, ma un atto precauzionale - se mai fosse capitato che un giorno gli abitanti del lato ovest avessero impedito a quelli dell'est di celebrare al vero altare. Un atto di devozione in buona fede era stato travisato e interpretato malamente - era stato fatto diventare una secessione. Ma le tribù dell'ovest erano state sagge nel voler inviare una commissione a chiarire le cose prima che le bombe volassero! Erano così vicini alla guerra che il versetto 33 si chiude così: «La cosa piacque agli Israeliti, i quali benedissero Dio e non parlarono più di muover guerra ai figli di Ruben e di Gad, per devastare il paese che essi abitavano». Proprio come quei B-52 che erano pronti a bombardare la Russia perché avevano le informazioni sbagliate - si era scampati alla tragedia per un pelo.
C'è una lezione che dobbiamo imparare tanto dall'esempio dell'antico Israele quanto da quello dei B-52, a riguardo delle bombe che si era pronti a lanciare in modo prematuro. Se sei convinto di dover criticare o attaccare qualcuno, sei disposto a chiarirti prima con lui? Ti sei preso la briga di chieder loro perché stanno agendo in quella maniera, hai provato a metterti nei loro panni, cercando di capire le loro ragioni - o cominci subito a lanciare bombe? Hai cercato prima di ascoltare il loro cuore? Forse stai travisando completamente le loro motivazioni, le loro azioni! A casa, in parrocchia, nel lavoro - siamo propensi prima a sparare e poi a chiedere "Chi è?" Questo modo di comportarsi ha distrutto matrimoni, rapporti tra genitori e figli, parrocchie, gruppi, amicizie. E non dovrebbe essere così.
Ho conosciuto un confratello che tra le sue regole personali ce n'era una che diceva: "Voglio parlare delle persone come se mi stessero sempre davanti". Posso dire che c'è riuscito: nessuno l'hai mai sentito mormorare di qualcun altro. Dovremmo ricordare più spesso quello che Dio ci dice in 1 Corinzi, 4,5: «Non vogliate giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio».
Ci sono troppe macerie, c'è così tanta gente mortalmente ferita dove qualcuno ha scagliato una bomba che non avrebbe mai dovuto essere lanciata. Possiamo evitare tragedie a noi e agli altri quando ci confrontiamo con l'interessato prima di far partire i nostri B-52.
Vi accompagno con la preghiera, sempre con riconoscenza e affetto
don Luciano
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